Fotografare meglio non significa soltanto scattare di più.
Significa anche imparare a guardare meglio le fotografie degli altri.
In questi giorni il People’s Vote Award degli Exposure One Awards 2026 permette al pubblico di votare fotografie in bianco e nero appartenenti a circa venti categorie diverse, dalla street al ritratto, dall’architettura al paesaggio.
La cosa interessante, secondo me, non è soltanto scegliere l’immagine preferita.
È provare a capire perché la stiamo scegliendo.
Dire “mi piace” non basta.
Quando guardiamo una fotografia reagiamo spesso in modo molto rapido.
Mi piace.
Non mi piace.
Mi emoziona.
Ma se vogliamo allenare davvero il nostro occhio, dovremmo fare un passo in più.
Dovremmo riuscire a spiegare cosa sta funzionando nell’immagine.

L’esercizio: scegli 10 fotografie.
Per un’ora non fotografare.
Apri una selezione di immagini, una mostra online, un concorso o un libro fotografico e scegli dieci fotografie.
Per ciascuna, prova a spiegare perché la sceglieresti.
Ma imponiti una regola:
non puoi usare le parole “bella”, “mi piace” o “mi emoziona”.
Devi trovare il motivo fotografico.
- la luce;
- la composizione;
- il momento;
- il rapporto tra pieni e vuoti;
- la geometria;
- il soggetto;
- il ritmo;
- il modo in cui l’occhio entra nell’immagine.
Quando non sai spiegare perché.
Può succedere che una fotografia continui ad attirarti senza che tu riesca a identificarne subito il motivo.
Anche questo è interessante.
Non tutto deve essere ridotto a una regola tecnica.
Ma provare a descrivere ciò che senti ti obbliga comunque a guardare più a lungo.
E spesso, proprio guardando più a lungo, iniziamo a vedere cose che al primo colpo d’occhio non avevamo notato.

Poi usa gli stessi criteri sulle tue fotografie.
Questa è la parte più importante.
Dopo aver scelto e analizzato dieci fotografie degli altri, apri dieci fotografie tue.
E applica esattamente gli stessi criteri.
Se hai premiato una fotografia per la luce, chiediti se la luce nelle tue immagini è davvero significativa.
Se hai scelto un’immagine per la semplicità della composizione, guarda se nelle tue fotografie c’è qualcosa di superfluo.
Se ti ha colpito un gesto o un momento preciso, chiediti quanto spesso aspetti davvero quel momento quando fotografi.
Costruire un criterio significa costruire un linguaggio.
Secondo me, imparare a giudicare una fotografia non significa diventare più severi.
Significa diventare più consapevoli.
Quando iniziamo a capire cosa cerchiamo nelle immagini degli altri, iniziamo anche a capire cosa vogliamo costruire nelle nostre.
Ed è proprio qui che nasce un linguaggio fotografico.
Non soltanto nel momento in cui premiamo il pulsante di scatto, ma anche in quello in cui decidiamo perché una fotografia merita di essere guardata ancora.
E voi, sapreste spiegare perché vi piace una fotografia senza usare le parole “bella”, “mi piace” o “mi emoziona”?
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Un caro saluto
Leonardo
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