Il rapporto tra FIAF e AI.
L’intelligenza artificiale è già parte del linguaggio visivo contemporaneo.
Non è qualcosa che sta arrivando.
Non è nemmeno una novità.
È già qui.
E sta entrando, in modo sempre più evidente, anche nei contesti più strutturati della fotografia.
Il rapporto tra FIAF e intelligenza artificiale nella fotografia è oggi un segnale chiaro di questo cambiamento.
Anche realtà come la FIAF hanno iniziato ad aprire a questo tema, introducendo discussioni, progetti e in alcuni casi sezioni dedicate.
Non è un dettaglio.
È un passaggio culturale.

Fotografia e AI: due linguaggi diversi.
Qui voglio essere molto chiaro.
La fotografia documenta.
L’intelligenza artificiale interpreta.
Sono due linguaggi diversi.
La fotografia nasce da un rapporto diretto con il reale: luce, tempo, presenza.
L’intelligenza artificiale, invece, costruisce immagini a partire da dati, riferimenti e modelli.
Può sembrare una differenza sottile, ma non lo è.
È una differenza strutturale.
Ed è anche per questo che molti fotografi fanno fatica ad accettarla.
E, in parte, è comprensibile.

Non è solo la FIAF.
La FIAF non è un caso isolato.
Sempre più concorsi, anche a livello internazionale, stanno introducendo categorie dedicate all’intelligenza artificiale o accettando immagini generate in sezioni specifiche.
Questo ci dice una cosa semplice: non si tratta di una moda.
Si tratta di un cambiamento strutturale.
Il rischio: la perdita di valore.
La domanda più scomoda è questa:
se tutti possono generare immagini, allora tutti possono essere fotografi?
Per me, no.
Produrre immagini non significa essere fotografi.
Il punto centrale: l’occhio.
Quello che fa la differenza non è lo strumento.
È l’occhio.
Lo si vede chiaramente anche oggi: le immagini generate con intelligenza artificiale che funzionano davvero, che hanno una direzione, una coerenza, una forza visiva, spesso arrivano da chi ha già una base fotografica solida.
Non è un caso.
Chi ha sviluppato uno sguardo, riesce a usarla come strumento.
Gli altri, semplicemente, generano immagini.

Un parallelo inevitabile: gli smartphone.
Non è la prima volta che succede qualcosa di simile.
Con l’arrivo degli smartphone, la fotografia è diventata accessibile a tutti.
Automatismi, algoritmi, facilità di utilizzo.
Chiunque può scattare una buona immagine.
Ma questo non ha reso tutti fotografi.
Ha solo aumentato il numero di immagini prodotte.
E lo si vede anche da ciò che vediamo sui social:
l’80% delle immagini pubblicate non avrebbe nemmeno senso di esistere, al netto delle immagini in cui si vedano improbabili pseudo modelle che, spogliandosi, attirano sempre l’attenzione del pubblico, soprattutto maschile.
L’unico social dove si può ancora parlare seriamente di certi argomenti è LinkedIn.
Ma questo è un altro discorso, che ho già affrontato e che riprenderò in futuro.
La differenza è rimasta altrove:
nell’occhio
nella tecnica
nell’esperienza
nella capacità di sperimentare

Tecnologia: né bene né male.
C’è un altro punto fondamentale.
La tecnologia non è né giusta né sbagliata.
Va avanti.
Sempre.
Possiamo accettarla oppure no, ma non possiamo fermarla.
La vera questione non è l’intelligenza artificiale in sé.
È come decidiamo di usarla.
Conclusione.
L’intelligenza artificiale non è fotografia.
Ma è ormai parte del linguaggio visivo contemporaneo.
Ignorarla completamente è difficile.
Accettarla senza spirito critico è pericoloso.
Forse la posizione più onesta sta nel mezzo:
capire cosa è, cosa non è, e soprattutto cosa vogliamo farne.
Perché alla fine, anche qui, la differenza non la farà la tecnologia.
La farà chi la usa.
Un abbraccio, Leo

Trovo che questo sia un articolo che, pur affrontando una tematica attuale, è sviluppato in un modo che non capisco bene:
Tu scrivi:
“Anche realtà come FIAF hanno iniziato ad aprire a questo tema, introducendo…in alcuni casi sezioni dedicate.
Non è un dettaglio
È un passaggio culturale”
Cosa vuoi dire Leonardo?
Butti li due frasi come “Non è un dettaglio” e “È un passaggio culturale”…che possono voler dire tutto oppure possono non voler dire un accidente di niente…
… qual’è il tuo pensiero?
Tu pensi che sia giusto o che sia sbagliato che in Fiere, Concorsi, Festival di fotografia vengano contemplate, previste e accettate immagini create con l’intelligenza artificiale generativa?
Se fai un articolo su questo argomento…prova ad esprimere anche il tuo punto di vista…no?
______
Poi dettagli qualche differenza tra fotografia e IA e alla fine scrivi:
“È una differenza strutturale.
Ed è anche per questo che molti fotografi fanno fatica ad accettarla
E in parte è comprensibile”
Ma cosa vuol dire Leonardo?
Fanno fatica ad accettare…che cosa?
Cos’è poi che ti risulta comprensibile in parte?
______
Poi ritorni sui concorsi che accettano in una sezione le immagini generate con l’ IA e scrivi:
“Questo ci dice una cosa semplice, non si tratta di una moda.
Si tratta di un cambiamento strutturale”
In cosa consiste questo “cambiamento strutturale”?
Come fai tu a definirlo un “cambiamento strutturale”?
______
Nelle conclusioni, in uno dei punti scrivi:
“L’intelligenza artificiale è ormai parte del linguaggio visivo contemporaneo.
Ignorarla completamente è difficile”
E anche qui, non capisco cosa intendi:
Ignorarla come autori?
O ignorarla come fruitori?
Perché sono due cose completamente diverse, che implicano riflessioni e risposte da persona a persona molto ma molto diverse… perché butti tutto in un unico calderone?
Ciao Walter, grazie per il commento.
Premesso che questo è il mio punto di vista e che ovviamente ognuno è libero di pensarla come vuole, provo a chiarire meglio i passaggi che hai evidenziato.
Quando parlo di “passaggio culturale” e di “cambiamento strutturale”, mi riferisco al fatto che l’intelligenza artificiale sta entrando anche in contesti tradizionali della fotografia, come concorsi, fiere e istituzioni. Questo, per me, è già un cambiamento concreto nel modo in cui oggi viene considerata e utilizzata l’immagine.
La distinzione che faccio è questa: la fotografia documenta, mentre l’intelligenza artificiale, per come la vedo io, dovrebbe essere utilizzata per interpretare, per esprimere un concetto senza che sia necessariamente legato al reale. Ed è proprio questa differenza che, secondo me, porta molti fotografi a fare fatica ad accettarla. Ed è questo l’aspetto che trovo comprensibile.
Io la considero qualcosa in più: uno strumento che, se utilizzato in modo consapevole, può affiancarsi alla fotografia e integrarsi con essa, senza necessariamente sostituirla.
Per quanto riguarda concorsi, fiere o festival, per come la vedo io non è un problema che esistano sezioni dedicate all’intelligenza artificiale, purché la distinzione resti chiara. Il punto, eventualmente, è quando questi confini si confondono.
Quando parlo del fatto che sia difficile ignorarla, intendo sia come autori che come fruitori: come autori perché è uno strumento sempre più presente, come fruitori perché sempre più immagini che vediamo passano anche da questi processi.
Ovviamente l’articolo e tutto ciò che ne deriva, nasce come riflessione su questo scenario e non come una presa di posizione assoluta.
Uno scenario su cui ognuno è libero do esprimersi come vuole.
1) (UNO)
Allora Leonardo,
è logico, chiarissimo e sacrosanto che ognuno poi la pensa come vuole… è talmente scontato che non serve nemmeno ripeterlo o ribadirlo.
Il fatto però, è che il tuo pensiero, e la tua opinione, l’ hai espressa soltanto ora, dopo che ti ho scritto espressamente chiesto il tuo parere con questa domanda:
“Tu pensi che sia giusto o che sia sbagliato che in Fiere, Concorsi, Festival di fotografia vengano contemplate, previste e accettate immagini create con l’intelligenza artificiale generativa?”
Ora hai dato la tua risposta, ma nell’articolo non l’hai per niente fatto capire. Quindi non potevi scrivermi come risposta “Questo è il mio punto di vista” quando nel tuo articolo il tuo punto di vista (su quella specifica questione) non c’è!
Chiarito questo, veniamo ai punti:
Hai mescolato (non so se volutamente o no) gli aspetti della questione, alimentando una confusione che bisogna “sciogliere”
1) Tu parli di “distinzione ” ma poi mescoli le cose… eppure te l’ho in parte già fatto sull’articolo “fotografia e pittura” il discorso.
Esprimi il tuo pensiero sulla differenza con la fotografia dicendo che l”IA “dovrebbe essere utilizzata per interpretare, per esprimere un concetto senza che sia necessariamente legato al reale”.
Ma non lo sai che per esprimere un concetto senza che sia necessariamente legato al reale, ci sono anche altre forme d’arte separate dalla fotografia e che, di conseguenza anche l’IA… proprio perché è una forma d’arte diversa non deve essere mescolata e diffusa all’interno di contesti prettamente fotografici?
Ti ho fatto quella domanda: se tu ritieni giusto o sbagliato accettare in una sezione separata l’ IA in Fiere, Concorsi Festival, di Fotografia.
Te l’ ho fatta perché io (e altre migliaia e migliaia di persone che stanno scrivendo di questo in ogni dove) sono certo che sia SBAGLIATO!
Sono certo che sia un ERRORE!
Perché?
Perché le immagini realizzate dall’ IA non sono di fatto fotografia, non sono realizzate con una fotocamera (di qualsivoglia tipo), non sono create scrivendo con la luce, e non devono essere mescolate con la Fotografia in un Festival ad essa dedicato.
Nessuno dice che le immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa non siano o non possono essere Arte… certamente alcune di quelle immagini possono essere Arte, ma resta il fatto assoluto e inconfutabile, che si tratta di un tipo di Arte diversa (Computer Art, Arte multimediale, Sintografia, ecc. stanno discutendo sul nome in ogni dove…)…e, in quanto Arte diversa dalla Fotografia, deve avere il suo spazio in altre Rassegne, altre Fiere, altri Concorsi, e altri Festival, espressamente dedicati a quel tipo di Arte…NON deve essere inserita, mescolata e prevista con una sezione separata in Festival dedicati alla FOTOGRAFIA!
E torniamo quindi a quello che hai scritto:
“L’ IA dovrebbe essere usata per esprimere un concetto senza che sia necessariamente legato al reale”
Esattamente come (delle 11 arti ti cito solo le arti visive, esclusa appunto l’ 8° ottava arte, cioè la fotografia):
La 2° (seconda) arte: “Pittura”
La 3° (terza) arte: “Scultura”
La 7° (settima) arte : “Cinema”
La 9° (nona) arte: “Fumetto”
La 11° (undicesima) arte (che già in molti hanno denominato “undicesima arte”): “Computer art o multimedia art” …nella quale può assolutamente essere inclusa anche l’ IA generativa o sintografia, esattamente come per la 5° (quinta) arte che ha unito la Poesia alla Letteratura, e per la 6° (sesta) arte che ha unito Il Teatro alla Danza.
È di tutta evidenza che tutte queste arti sono usate per esprimere qualcosa senza che sia necessariamente legato al reale…
…ma (ed ecco che veniamo al punto) se fai una fiera, un concorso o un festival di FOTOGRAFIA non accetti e non devi accettare nemmeno in una sezione separata immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa, perché è appunto una forma d’arte diversa… altrimenti dovresti accettare in sezioni separate anche immagini pittoriche, immagini di fumetti, ecc…
…in quel caso faresti una rassegna d’Arte punto! NON una rassegna di FOTOGRAFIA! Dove dev’esserci appunto SOLO FOTOGRAFIA!
Esistono, e sono bellissime, le Fiere d’Arte visiva (generica), dove giustamente ci sono sezioni dedicate alla Pittura, alla Scultura, al Disegno, alla Fotografia, alla Computer Art ecc…
…ma se fanno una Fiera, un Concorso, un Festival di FOTOGRAFIA, non esiste che accettino, anche se in una sezione separata, immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa… è un palese ERRORE che è più che evidente!
Per questo motivo penso proprio che si sbaglia di grosso chi, come te, dice o scrive (testualmente):
“Per quanto riguarda concorsi fiere o festival (di fotografia), per come la vedo io non è un problema che esistano sezioni dedicate all’intelligenza artificiale, purché la distinzione resti chiara. Il punto, eventualmente, è quando questi confini si confondono.”
È NO! È questo l’errore!
I confini si confondono nel momento stesso in cui tu (e/o chiunque altro) accetta di inserire, contemplare ed accettare, seppure in una sezione separata, immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa all’interno di un a rassegna, di un concorso, di una difesa o di un festival di FOTOGRAFIA…
…va bene in una rassegna d’Arte generica, con più arti divise, ma NON va bene in una rassegna di FOTOGRAFIA.
Dare uno spazio alle immagini realizzate dall’IA all’interno di un Festival di FOTOGRAFIA, significa dare a quelle immagini lo “status” (oltre che la dignità) di FOTOGRAFIA…che non solo è una cosa sbagliata (la pittura non è scultura, né fotografia, ecc), ma è anche una cosa estremamente “fuorviante” (per il futuro) e potenzialmente pericolosa per la Fotografia, nell’identità della Fotografia stessa!
Chiarito questo punto, ti dettaglio gli altri in due commenti separati.
2) (DUE)
… continua dal commento precedente:
2) ti avevo lasciato questo secondo punto con queste domande:
___
Poi dettagli qualche differenza tra fotografia e IA e alla fine scrivi:
“È una differenza strutturale.
Ed è anche per questo che molti fotografi fanno fatica ad accettarla
E in parte è comprensibile”
Ma cosa vuol dire Leonardo?
Fanno fatica ad accettare…che cosa?
Cos’è poi che ti risulta comprensibile in parte?
___
Tu ora mi scrivi:
Quanto parlo di “passaggio culturale” e di “cambiamento strutturale”mi riferisco al fatto che l’intelligenza artificiale sta entrando anche in contesti tradizionali della fotografia, cc ime concorsi, fiere e istituzioni. “Questo per me è un cambiamento concreto nel modo in cui oggi viene considerata e utilizzata l’immagine.”
Ma stai giocando con me? Leonardo?
Dopo tutto quello che ci siamo detti sia qui che dal vivo giochi con le parole con me Leonardo?
Lo sai che non mi piace che si giochi con le parole e che non lo concedo a nessuno!
È semplicemente assurdo che tu provi maldestramente a mescolare gli aspetti e i concetti della tematica buttando tutto “a casino”.
Il contesto delle domande che ti ho fatto, seguiva gli aspetti che tu stesso hai scandito nell’ articolo:
Il “Passaggio culturale” riguardava il punto 1 (uno) sul quale ti ho già risposto nel commento precedente.
Il “Cambiamento strutturale”, invece, riguardava il punto 3 (tre) che già nel mio primo commento ho ben separato, come aspetto della questione, dal punto 1 (uno) con una linea di demarcazione… è questo “cambiamento strutturale” (punto 3) è ben diverso dalla “differenza strutturale” (punto 2) alla quale non hai risposto, e alla quale si riferiva la tua frase che:
“È una differenza strutturale, ed è per questo che molti fotografi fanno fatica ad accettarla, ed è in parte anche comprensibile”
Non puoi pertanto ora giocare con le parole, buttarla “a casino” mescolando i concetti e gli aspetti della “differenza strutturale” (punto 2) con il “cambiamento strutturale” (punto 3) e attribuire all’ aspetto del punto 3 il fanno fatica ad accettarla ed è anche comprensibile del punto 2.
In ordine: Punto 2 (Fotografia e AI due linguaggi diversi)
Le differenze strutturali che nell’ articolo hai descritto: una documenta, l’ altra interpreta (a parte il fatto che interpreta anche la fotografia…), poi ancora rapporto con il reale da una parte, costruisce sulla base di modelli, dati e riferimenti dall’altra, ecc… Lì chiudo il concetto dicendo che non è una differenza sottile, ma è una differenza strutturale, ed è lì (non nel “cambiamento strutturale” del punto 3) che hai scritto che molti fotografi fanno fatica ad accettarla, ed è stato n parte comprensibile.
A questo punto io ti ho chiesto (su questi concetti, su queste differenze) cos’è che fanno fatica ad accettare?
E cos’è che ti risulta comprensibile?
In pratica io ti chiedo: “che ora è?” E tu rispondi “è venerdì”! (E non è la prima volta che lo fai, anzi, lo fai spesso)
Te l’ ho chiesto perché la differenza strutturale tra queste due forme d’Arte è fin troppo limpida, nitida e palese…
…e non credo affatto che molti fotografi facciano fatica ad accettarla, penso che sia proprio facile comprendere e accettare tale differenza…sono due cose molto diverse, anche se possono avere un risultato estetico/visivo molto simile, se non addirittura quasi uguale…ma anche tra la fotografia e la pittura iper-realista c’è un enorme differenza strutturale, ma il risultato estetico/visivo è molto simile, se non addirittura quasi uguale…basta guardare i dipinti di Luciano Ventrone.
Semmai è stato molto meno facile, per alcuni, almeno nelle fasi iniziali ad accettare lo stacco tra la fotografia chimica e quella digitale, che restano entrambi nel campo dell’ottava Arte : La Fotografia.
Come vedi, con questa tua risposta hai mescolato tutto in un marasma confusionario, ma a quelle due domande, relative al punto 2 , non hai affatto risposto! (E anche questo, è una cosa che hai fatto spesso).
… continua…
3) (TRE)
… continua dai precedenti:
3) (Non è solo la FIAF)
Con il punto 3 siamo arrivati al quel “cambiamento strutturale” che tu hai confuso e mescolato con la “differenza strutturale” del punto 2.
Per questo punto, nel mio primo commento ti avevo fatto due domande precise:
Tu, dal fatto che non solo in FIAF ma anche in altre realtà, accettano con sezioni separate, immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa, deduci che non è una moda, ma è un “cambiamento strutturale”.
Ma sei serio? È un CAMBIAMENTO STRUTTURALE?
Ma lo sai cosa significa il termine “cambiamento”?
Significa che qualcosa che prima era in un modo, ora è in un altro…
…ma non è così…
…la fotografia esisteva prima, esiste ancora oggi ed esisterà nel futuro…NON È SPARITA per lasciare il posto all’ IA
Esattamente come la bicicletta…poi hanno inventato la motocicletta, ma hanno continuato a produrre le biciclette e ad utilizzare le biciclette…la bicicletta non è sparita per lasciare il posto alla motocicletta.
La bicicletta esisteva prima, esiste tutt’oggi ed esisterà nel futuro.
Quindi non c’è nessun “cambiamento strutturale” per il fatto che alcune realtà accettano in una sezione separata immagini realizzate con l’intelligenza artificiale… semmai c’è una “aggiunta”, semmai c’è una “integrazione”, un “inserimento aggiuntivo” ma tutti questi termini non possono essere assolutamente definiti “cambiamento strutturale”, un termine improprio e sbagliato in questo contesto.
Il fatto poi, che tu hai scritto sia nell’ articolo, che in questa tua risposta che (testualmente):
“…mi riferisco al fatto che l’intelligenza artificiale sta entrando anche in contesti tradizionali della fotografia, come concorsi, fiere e istituzioni…”
…ti dovrebbe fare pensare al perché…
…e pensandoci, dovresti farti carico delle responsabilità che portano una mentalità come quella che tu stesso hai espresso:
Sono le persone come te Leonardo, che la pensano come te (e come Tullio di “Effe4” tanto per fare un altro esempio, visto che lui, con tutta la community…non so se tu ci sei iscritto o no…ha/hanno deciso di fare il concorso per il Festival di Street Photography con una sezione dedicata che accetta le immagini create con l’ IA), come quelli del festival di fotografia italiana di Bibbiena…
… persone come voi, che la pensano come tu stesso hai scritto (“per come la vedo io, non è un problema se in un concorso, e un festival di FOTOGRAFIA esistano sezioni separate che accettano immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa”)… che impostano e contribuiscono a quel tipo di “inserimento aggiuntivo” di una forma d’arte e di espressione diversa dalla fotografia dentro eventi e contesti che invece DOVREBBERO essere dedicati esclusivamente alla FOTOGRAFIA (diverso sarebbe, come detto, e come esistono, una rassegna d’Arte generica, con varie sezioni di arti visive).
Prendetevi quindi le vostre responsabilità, senza fare finta che tali decisioni siano “cadute dall’alto” e senza tirarsene fuori.
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Avendo ora chiuso il “punto 3”, vorrei soffermarmi su un passaggio che hai inserito in questa tua risposta… quando scrivi (testualmente):
“Io la considero qualcosa in più: uno strumento che, se utilizzato in modo consapevole, può affiancarsi alla fotografia e integrarsi con essa, senza necessariamente sostituirla”
Ma ti rendi conto di quello che scrivi, quando scrivi Leonardo?
SENZA NECESSARIAMENTE SOSTITUIRLA?
Ma come fai a scrivere certe cose?
Ma come fai anche soltanto a ipotizzare, evidenziando il contrario?
Noi stiamo parlando della fotografia come ottava Arte, non come genere che in un settore potrebbe anche essere sostituito…
…la Fotografia come pratica sociale e come Arte, non può venire sostituita dall’ IA, nemmeno come ipotesi…non è la fotografia di un prodotto… parliamo di fotografia tutta, in generale.
Poi bisogna vedere cosa intendi con integrarsi, perché vuol dire tutto e niente.
Perché vedi, tu non sei affatto nuovo a mescolamenti discutibili, e non mi riferisco solo ai mescolamenti verbali che scrivi qui, e sui quali si fatica non poco poi a fare chiarezza…
…mi riferisco proprio alla pratica fotografica e alle mostre (visto che prima parlavamo di Mostre, Fiere e Festival della FOTOGRAFIA).
Perché, sono certo di ricordare fin troppo bene che sulla tua mostra lì, a Pistoia, nel maggio/giugno dello scorso anno, dove tra l’altro ci siamo incontrati…il Comune di Pistoia recitava nella locandina:
PISTOIA IN CHIAROSCURO
Mostra fotografica di Leonardo Bandinelli
Aspetta che lo scrivo in maiuscolo: Mostra FOTOGRAFICA (FO-TO-GRA-FI-CA)
E cosa c’era in quella mostra Leonardo?
(Attenzione che ora non sto dando un giudizio delle opere, ma solo della struttura della mostra, e delle scelte di appartenenza di genere di arte…)
Cosa c’era Leonardo?
Un grandissimo minestrone!
Un bel mescolone di tecniche, inclusa l’intelligenza artificiale.
Attento quindi, quando dici che l’ IA non è Fotografia (tua affermazione presa direttamente da questo articolo) e poi la usi e la inserisci nella tua stessa Mostra FOTOGRAFICA.
Coerenza, Leonardo, coerenza !!!!!
____
Infine, sul discorso che è difficile ignorarla…
…io ti ho fatto una doverosa distinzione tra:
Ignorarla come autori
e
Ignorarla come fruitori
Perché, come ho detto e ribadisco, sono due cose completamente diverse, che implicano riflessioni e risposte da persona a persona molto ma molto diverse…
…tu invece, continui a mescolare le cose…
…mi scrivi: come autori perché è uno strumento sempre più presente…
…e allora?
Il fatto che ci sono sempre più motorini, ti impedisce di andare in bicicletta?
Se uno strumento è più o meno presente non sei mica obbligato ad usarlo!
Se vuoi fare Fotografie con una fotocamera e con la luce fai quello…
Se vuoi creare Immagini con l’ IA con un Computer, con un prompt, ecc. fai quello…
Non vedo proprio come fai a dire che sia difficile ignorarla come autori.
Come autore sei tu che decidi, tu che scegli… trovo quindi questa tua affermazione inconcepibile!
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In conclusione, se come ti detto, ho trovato questo tuo articolo scritto e sviluppato in modo che non si comprende bene…
…a valle del mio primo commento, ho trovato questa tua risposta allucinante, per come hai giocato con le parole, mescolando aspetti, concetti e domande, rimestando tutto in un minestrone che ha veramente poco senso, per i motivi che ho dettagliato in questi tre commenti.
Walter, faccio un solo commento per tutti e 3 i tuoi.
Il tuo punto di vista è chiarissimo, ed è una posizione netta: separazione totale tra fotografia e intelligenza artificiale.
Il mio è diverso.
Io non considero l’intelligenza artificiale fotografia, su questo siamo allineati.
Ma non vedo come un errore il fatto che oggi venga inserita, anche in modo separato, all’interno di contesti fotografici. Lo leggo come un segnale di evoluzione del sistema dell’immagine, non come una sostituzione della fotografia.
Quando parlo di “cambiamento”, non intendo che la fotografia stia scomparendo o trasformandosi in qualcos’altro. Intendo che il contesto in cui la fotografia esiste oggi si sta ampliando, e che questo porta inevitabilmente a nuove dinamiche, che si possono condividere oppure no.
Sulla distinzione tra i due linguaggi, resto della mia idea: la fotografia documenta, l’intelligenza artificiale interpreta. Ed è proprio per questo che, per come la vedo io, può esistere come elemento distinto, ma anche in relazione, senza che questo significhi confondere i piani.
Non è una questione di giusto o sbagliato in senso assoluto, ma di visione.
La tua è molto chiara e coerente.
La mia è semplicemente diversa.
Un abbraccio e a presto!
Allora Leonardo, io apprezzo la determinazione con la quale porti avanti le tue idee…ma ci sono sempre diverse cose che stonano e che non trovo corrette nella tua risposta:
Tu scrivi:
“Io non considero l’intelligenza artificiale fotografia, su questo siamo allineati. Ma non vedo come un errore il fatto che oggi venga, anche in modo separato, all’ interno di contesti fotografici. Lo leggo come un segnale di evoluzione del sistema dell’immagine, non come una sostituzione della fotografia.”
Hai di nuovo mescolato aspetti e concetti:
1) Nessuno ha mai parlato di “sostituzione della fotografia”, la Fotografia non verrà mai sostituita… avevo già chiarito questo concetto nei commenti precedenti, evidentemente non li hai letti o li hai letti in modo molto superficiale…di conseguenza, questo tuo passaggio non ha alcun senso!
2) Il segnale dell’ evoluzione dell’immagine c’era già stato anni prima, decenni prima, e secoli prima:
…con l’avvento della fotografia che aveva sconvolto il mondo della pittura…
…con il mondo dei fumetti, che, a giusto titolo è stato definito arte ed inserito come “nona arte” nell’elenco delle arti, appunto…
…con il mondo della grafica e della Computer art, basta che vai a visitare il sito del MOCA (Museum Of Computer Art)…
… tutti questi segnali dell’evoluzione dell’immagine hanno dato vita a Premi, rassegne, Festival e Fiere dedicate ad ognuno di queste singole forme di espressione, e di Arte; sono state, sono e saranno ancora presenti in futuro in rassegne, festival, fiere, e biennali d’Arte “generica”, con sezione interne specifiche…
…MA NON TROVERAI MAI IN UN FESTIVAL DEDICATO ALLA FOTOGRAFIA, OPERE RAFFIGURANTI FUMETTI, NÉ TROVERAI MAI IN UN FESTIVAL O IN UNA ESTEMPORANEA DI PITTURA, OPERE RELATIVE ALLA FOTOGRAFIA O RELATIVE ALLA COMPUTER ART.
E allora?
Perché tu vorresti, o non troveresti sbagliato, accettare immagini interamente realizzate con l’intelligenza artificiale generativa, seppure in una sezione distinta, ALL’ INTERNO DI UN FESTIVAL DEDICATO ALLA FOTOGRAFIA?
Attenzione, non ad un Festival di Arte generica dov’è presente anche la scultura, la pittura, il fumetto, la computer art ecc…ma ad un Festival dedicato alla FOTOGRAFIA!
Come vedi, la tua motivazione che hai dettagliato qui, NON REGGE affatto, trovane un’altra, perché questa non ha senso!
3) Dici io non considero l’ intelligenza artificiale Fotografia, su questo siamo allineati…non è vero che siamo allineati…
Io non mi sarei nemmeno sognato di mettere in una mia mostra fotografica, immagini che non sono fotografie…ti invece LO HAI FATTO!
°°°
Poi scrivi:
“Quando io parlo di cambiamento, non intendo che la fotografia stia scomparendo, o trasformandosi in qualcos’altro. Intendo che il contesto in cui la Fotografia esiste oggi si sta ampliando, e questo porta inevitabilmente a nuove dinamiche, che si possano condividere oppure no.”
Ma dimmi una cosa Leonardo, ti sembro uno stupido?
Ti sembro uno che può essere preso in giro come stai facendo tu con questo ridicolo passaggio? Dopo che ti ho tracciato, definito e specificato determinate differenze nei tre lunghissimi commenti che mi hanno fatto spendere “milioni di digit”?
Ti sembro davvero così stupido da farmi perdere in giro da te che rigiri le parole per provare inutilmente a sostenere l’insostenibile?
QUESTO PORTA INEVITABILMENTE A NUOVE DINAMICHE, CHE SI POSSANO CONDIVIDERE OPPURE NO?
Hai davvero scritto così?
Ti ho definito in lunghi periodi di commenti che (testualmente):
“Nessuno dice che le immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa non siano o non possono essere Arte… certamente alcune di quelle immagini possono essere Arte, ma resta il fatto assoluto e inconfutabile, che si tratta di un tipo di Arte diversa (Computer Art, Arte multimediale, Sintografia, ecc. stanno discutendo sul nome in ogni dove…).”
Le immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa esistono, ci sono e ci saranno sempre e sempre di più (come le fotografie da 200 anni fa, ad oggi…), questo nessuno lo nega, né lo ha mai negato!
È la loro denominazione, la loro collocazione nelle arti visive, e la loro distinzione con esse, che è in discussione… perché fai finta di non capirlo? Dopo tre chilometrici messaggi fai finta di non capirlo, e di non volerlo analizzare?
Tu scrivi (sempre nello stesso passaggio):
“Intendo che il contesto in cui la Fotografia esiste oggi si sta ampliando”…
…e allora?
Anche 200 anni fa con la prima fotografia (Vista dalla finestra a Le Gras) del 1826, al bitume di Giudea, di Joseph Nicéphore Niépce…
…anche 187 anni fa, quando nel 1839 è nata ufficialmente la Fotografia…il contesto in cui esisteva la pittura si stava ampliando…
…ma la pittura aveva i suoi spazi, e le sue rassegne, la fotografia era diversa, si basava su logiche, dinamiche, caratteristiche, e peculiarità diverse, e i suoi spazi e le sue rassegne, furono e sono tuttora molto diverse.
Di conseguenza, ma di cosa stai parlando?
Il contesto in cui la fotografia esiste oggi si sta ampliando…e allora?
Nessuno disconosce la valenza che la possibilità di espressione e di arte può portare l’ IA con le immagini realizzate con essa…
…ma può benissimo (anzi deve benissimo) ampliarsi con la legittima presenza di questo strumento per esprimersi e per produrre arte, che però dev’essere definito e chiamato in modo diverso (“Sintografia”, per esempio), al quale vanno dedicati spazi, concorsi, mostre, fiere e festival ad esso dedicati e CERTAMENTE NON CONFUSI, NE MESCOLATI, NEMMENO CON SEZIONI DEDICATE, ALLE MOSTRE, AI CONCORSI, ALLE FIERE E AI FESTIVAL DI FOTOGRAFIA!
Proprio perché le immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa NON SONO FOTOGRAFIA!
Anche la distinzione netta che fai tra la fotografia e l’ IA è sbagliata, soprattutto poi perché la usi come giustificante del tuo pensiero che distorce la realtà delle cose (sempre testualmente) quando scrivi:
“La Fotografia documenta, l’ intelligenza artificiale interpreta. Eh è proprio per questo che, per come la vedo io, può esistere come elemento distinto, ma anche in relazione, senza confondere i piani”.
Ma NO!
Proprio No!
Non è vero che la fotografia “documenta”… proprio no!
La Fotografia interpreta, non documenta!
La fotografia è sempre un’interpretazione della realtà!
Interpreta anche nelle fotografie più asettiche possibili, interpreta perché il fotografo scegliendo solo una porzione del “referente”, della “realtà” (che poi anche questa può essere costruita a tavolino, frutto di una colossale interpretazione…), ma anche rimanendo nella realtà “pura”… scegliendo solo una porzione si esclude tutto il resto, e scegliendo si dà un’interpretazione molto diversa da quello che nella realtà reale sta succedendo…ci sono centinaia di casi conclamati nel fotogiornalismo (che è o dovrebbe essere il genere più vicino alla “documentazione”)… davvero molti esempi, uno per tutti:
“Napalm Girl”, scattata da Nick Ut l’8 giugno 1972, ritrae Kim Phuc, una bambina di 9 anni, mentre corre nuda e ustionata dopo un bombardamento al napalm nel Sud del Vietnam.
La fotografia interpreta in tutte le fotografie con il mosso artistico (basta che vai a vedere le fotografie di Ernst Haas).
La fotografia interpreta in tutte le fotografie con le lunghe esposizioni.
Ecc.
Ecc
Ecc.
Non è quella differenza, che tu stai erroneamente teorizzando, che potrà mai validare o giustificare quel tuo passaggio scritto… Fotografia e IA sono due cose diverse, due mondi diversi, due strumenti diversi, due possibilità di espressione e di arte diverse che troveranno la loro definizione, il loro spazio e la loro sublimazione come Arti diverse e distinte.
Come fai, di conseguenza ad essere così “superficiale”?
Come fai a provare a sostenere questi tuoi pensieri con argomenti così superficiali e assolutamente insostenibili?
Ma l’hai studiata anche tu la storia della fotografia, oppure no?
Hai studiato il suo rapporto con la pittura? La sua evoluzione?
E allora?
Perché scrivi queste cose in questi tre passaggi che ti ho citato sopra, che sono così palesemente “smontabili”? Così incredibilmente “sovvertibili”? “Sbugiardabili”?
Te lo dico francamente Leonardo, se la tua prima risposta era “terribile” sotto tutti i punti di vista, questa tua seconda risposta, proprio a valle di quei tre lunghi commenti, è assurda e totalmente inaccettabile.
A completamento del mio ultimo commento Leonardo, volevo dirti un ultima cosa, che riassume un po’ tutto il discorso:
Sinceramente non capisco proprio il perché hai scritto tutti quei passaggi così palesemente poco centrati con la realtà dei fatti, con la storia della fotografia e delle arti visive in genere, così palesemente non corretti e facilmente smentibili, solo per giustificare il fatto che tu ritieni logico mescolare gli strumenti di espressione e le arti in genere, in un minestrone che, evidentemente a te piace portare avanti, sia ideologicamente che concretamente, per quanto riguarda la tua opera.
Dal momento che la mia intenzione è esclusivamente quella di rimettere a posto certe affermazioni fantasiose, inesatte e in molti casi assolutamente non corrette… perché non ritengo per niente giusto che vengano usate per provare a giustificare, qualcosa che non riesci a giustificare in altro modo…
…e dal momento che la mia intenzione non è assolutamente quella di provare a farti cambiare idea…
… avrei preferito che tu, a valle delle osservazioni che ti ho fatto con il primo commento, mi avessi scritto che effettivamente per te non è un problema che esistano sezioni dedicate alle immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa in Concorsi, Fiere e Festival di FOTOGRAFIA, semplicemente perché concettualmente ti va bene così, perché tutto sommato ti piace anche così…
…e questo, almeno, trovava coerenza con il fatto comprovato che lo hai già fatto anche tu, un anno fa in una tua mostra FOTOGRAFICA, tattile e visiva, in quel di Pistoia, dove hai mescolato, senza problemi, fotografia, alterazioni, intelligenza artificiale, ecc.
Almeno sarebbe stato un pensiero che trovava un’ancora solida nella tua opinione …
…un pensiero e un opinione certamente discutibile…dal mio punto di vista assolutamente non condivisibile (perché per me rimarrebbe un’idea e una visione sbagliata), ma sarebbe rimasta un qualcosa di coerente, tra la tua idea sulla questione, è ciò che tu stesso hai messo in pratica, con le tue opere, in base a questa tematica…
…non è così?
Non sarebbe stato più coerente?
E non sarebbe stato molto più sostenibile, rispetto a quei tentativi così mal riusciti, e così facilmente smentibili?
Walter, ti rispondo a questo commento ma la risposta vale per entrambi.
Il tuo punto di vista è chiarissimo e si basa su una posizione molto netta: separazione totale tra fotografia e intelligenza artificiale.
Il mio è diverso.
Io continuo a considerare l’intelligenza artificiale qualcosa di distinto dalla fotografia, come ho già scritto.
Non la vedo come un’estensione della fotografia, ma come uno strumento diverso, che può essere utilizzato per esprimere concetti che fotograficamente non sarebbero realizzabili, soprattutto quando si entra in ambiti non legati al reale.
Ti faccio un esempio semplice: secondo te è sbagliato tradurre in immagini un testo come la Divina Commedia utilizzando strumenti diversi dalla fotografia?
Per me no, perché lì siamo già su un piano interpretativo, non documentario.
Questo non significa mescolare i linguaggi, ma riconoscere che esistono e possono essere utilizzati in modo distinto.
Sul punto “la fotografia documenta”, per come la vedo io dipende molto dal contesto: in alcuni ambiti, come il reportage, la componente documentaria resta centrale, pur con tutte le implicazioni interpretative.
Su questo è evidente che abbiamo una visione diversa.
Per il resto, quando definisci questa posizione “inaccettabile”, lo è per te, ed è una posizione che rispetto, ma resta una posizione.
La mia è semplicemente un’altra lettura.
Chi legge si farà la propria idea.
Un caro Saluto!
Ma cosa stai scrivendo Leonardo?
Perché fai finta di non capire?
Mi chiedi se secondo me è sbagliato tradurre in immagini un testo come la Divina Commedia utilizzando strumenti diversi dalla fotografia?
La mia risposta è No!
No che non è sbagliato!
È giustissimo tradurla in immagini con:
La pittura
Le illustrazioni
Le vignette
I fumetti
La matita
Il carboncino
Il disegno
Il cinema
L’intelligenza artificiale
E tutte le arti visive che vuoi!
Quello che non ritengo giusto è che la traduzione per immagini fatte con l’acquerello me le chiami Fotografia…
… oppure, visto che dici (almeno così dici) che per te Fotografia e IA sono due cose diverse, non ritengo giusto che in una rassegna ed estemporanea di pittura, che rappresenta la traduzione della Divina Commedia, tu ci infili una sezione di rappresentazione con la fotografia!
Questo è quello che ritengo sbagliato.
In sintesi:
O fai una mostra, concorso, festival di immagini realizzate con L’ IA a allora va bene!
Oppure fai una mostra d’Arte generica, dove oltre alla sezione sulla Fotografia, accetti una sezione sulla pittura, una sulla scultura, una sul fumetto, una sull’IA, una sul disegno, una sulle vignette…o comunque, se non tutte, almeno qualcuna…e soprattutto lo chiami Festival o Fiera dell’ Arte (generica)…e anche questo va bene!
Ma non va bene che in un FESTIVAL DI FOTOGRAFIA e ci infili solo una sezione di IA… È questo che è SBAGLIATO!
Ma tutto questo, lo avevo già scritto e riscritto, chiarito e ri-chiarito un sacco di volte nei precedenti commenti!
Perché quindi fai finta di non capire!
Perché a valle di tutto questo continui a scrivere cose che mi costringono a ripeterti l’ovvio?
Perché se consideri l’intelligenza artificiale qualcosa di distinto dalla Fotografia (e queste sono le tue precise parole) insisti nell’insostenibile di trovare logico e accettabile, di mettere, e prevedere una sezione distinta di immagini realizzate con L’IA in un Festival di FOTOGRAFIA?
Perché allora in un festival di FOTOGRAFIA non ci metti o prevedi una sezione di pittura?
Oppure non ci metti e prevedi una sezione di Fumetti?
Perché Leonardo?
Perché?
Prova un po’ a spiegarlo!
Sto aspettando le tue risposte Leonardo!
Sono due domande facili facili, alle quali ci si mette un attimo a rispondere…
… non ti ci vuole quindi molto tempo.
Sto proprio aspettando le tue risposte!
Walter, mi hai scritto ieri sera. Ho anche altri impegni e preferisco leggere con calma prima di rispondere. Ti rispondo appena possibile.
Si, va beh…sono 8 (ot-to) giorni che parliamo di ‘sta “roba”…hai letto e riletto, pensato e ripensato…e ha continuato a fare finta di non capire…
… comunque non c’è problema, aspetto con interesse le tue risposte!
22 aprile => 27 aprile = 5 giorni!
Dopo 5 (cinque) giorni, durante i quali hai avuto tutto il tempo di leggere con attenzione…
…sei in grado ora di scrivere le tue due risposte?
Ciao Walter.
Non dare per scontato che in questi giorni io abbia avuto il tempo di leggere con attenzione. Ho anche altri impegni e preferisco rispondere con calma, piuttosto che farlo di fretta, lo sai.
Apprezzo il tuo livello e la tua preparazione, ma il modo in cui ti stai ponendo, in questo caso, non aiuta il confronto.
Appena avrò il tempo di leggere con la dovuta attenzione, ti risponderò.
Dici:
“Non dare per scontato che in questi giorni io abbia avuto il tempo di leggere con attenzione.”?
Ma se sono qualcosa come 13 (tredici) giorni che stiamo parlando di questo argomento!
Aggiungi:
“Ho anche altri impegni e preferisco rispondere con calma, piuttosto che farlo in fretta.”
…ma se hai gia scritto ben due commenti per un novantina di righe totali, dettagliando dei pensieri su questo argomento, che hanno i “tratti somatici” di qualcosa di difficilmente “sostenibile”…e ora, soltanto ora, ti preoccupi di avere il tempo di “leggere con attenzione”?
E questo dopo 5 (cinque) giorni di silenzio e teorica meditazione?
Quando bastano 20 secondi di tempo per rispondere a quelle due domande, se si hanno le idee così chiare sull’argomento, come volevi fare apparire nei tuoi commenti?
Dici che questo mio modo in cui mi sto ponendo, non aiuta il confronto…
…ma vedi, Leonardo…io sono uno che quando c’era da farti i complimenti, per una tua fotografia alla mostra, o per un tuo articolo qui…non mi sono mai tirato indietro, ti ho sempre detto quello che penso, nel bene e nel male, con onestà e coerenza… sempre!
Sei tu qui che sta’ facendo finta nta da non capire, concetti e logiche intelligibili a tutti… laddove sembra quasi che tu mi prenda per i fondelli…o, peggio ancora, che tu mi prenda per stupido!
E tu vieni a parlare a me sul modo che n cui io mi pongo per il nostro confronto?
Ma fammi il piacere!
Anche questa appare come una colossale “arrampicata sugli specchi”, come l’insostenibile che non riesci a sostenere, non riuscendo ad entrare nel merito.
Comunque, hai bisogno di un altro po’ di tempo?
E va bene, aspettiamo!
Diamoci però un limite Leonardo:
Va bene a fine Aprile 2026?
Voi fare il 1 Maggio 2026? Che è la festa del lavoro, e quindi hai tutto il tempo per “leggere con attenzione”?
Oppure vuoi aspettare il Natale del 2028?
Walter,
1 – Alla domanda :
“Perché se consideri l’intelligenza artificiale qualcosa di distinto dalla Fotografia (e queste sono le tue precise parole) insisti nell’insostenibile di trovare logico e accettabile, di mettere, e prevedere una sezione distinta di immagini realizzate con L’IA in un Festival di FOTOGRAFIA?”
Oggi l’IA entra dentro il mondo delle immagini, e in qualche modo tocca anche la fotografia, perché cambia il modo in cui le immagini vengono fatte.
Per questo una sezione a parte potrebbe (e dico potrebbe) aver senso, tenendola separata ma nello stesso contesto.
2 – Alla domanda :
Perché allora in un festival di FOTOGRAFIA non ci metti o prevedi una sezione di pittura? Oppure non ci metti e prevedi una sezione di Fumetti?
Perché pittura e fumetto sono mondi separati dalla fotografia, non la stanno cambiando.
L’intelligenza artificiale invece sì, perché oggi entra proprio nel modo in cui le immagini vengono create (ovviamente da chi fa fotografia).
Però ribadisco, l’AI non sostituisce la fotografia (questo credo sia chiaro).
3 – Qualche appunto :
La mia è una constatazione di ciò che oggi sta accadendo e che, probabilmente, continuerà ad accadere, o forse no.
Non sono io a decidere come debbano essere strutturati festival o concorsi. Osservo semplicemente che in alcuni contesti questa scelta viene già fatta.
Non ti ho mai considerato stupido, come tu sostieni, ma tutt’altro e questo lo sai.
La tua posizione è molto netta e la rispetto. Se tu non condividi la mia, pazienza.
Infine accenni ad “un’arrampicata sugli specchi”, ma come già detto, trattasi di constatazioni.
Credo sia davvero tutto.
A presto
Leonardo
Ma fammi capire Leonardo, tu ti sei preso ben 7 (sette) giorni, per ponderare ed partorire una risposta simile?
E poi dici che non mi consideri “stupido”?
È proprio il contrario, Leonardo…e me lo hai appena confermato e dimostrato!
Alla prima domanda mi rispondi con:
“Perché oggi l’IA entra dentro il mondo delle immagini, e in qualche modo tocca anche il mondo della fotografia, perché cambia il modo in cui immagini vengono fatte”
E con questo scrivi cose false…
Intanto tante e tante arti visive, nel corso dei secoli, sono “entrate nel mondo delle immagini”.
Ma oltre a questo, scrivi cose false perché:
… se parli di FOTOGRAFIA, l’ IA non cambia affatto il modo in cui viene “fatta”… semmai cambia , e solo per qualcuno, il modo in cui viene manipolata e post-prodotta…ma quelli sono problemi di chi vuole realizzare un’immagine che esce dai canoni della fotografia…e comunque non è di questo aspetto dell’ IA che stiamo parlando ma delle immagini interamente realizzate con l’Intelligenza Artificiale generativa, quindi non c’entra niente…
…se invece NON parli di FOTOGRAFIA, ma parli proprio delle immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa, anche in questo caso dici il falso, perché non è assolutamente vero che l’IA tocca anche il mondo della Fotografia…in quanto:
1) la Fotografia è Fotografia (con le sue logiche , con la sua luce, le sue fotocamere ecc.)
2) le immagini IA sono Sintografia (con i suoi Computer, i suoi prompt ecc.)
Due mondi diversi, distinti, che rendono falso quello che hai scritto E QUESTO NON È ASSOLUTAMENTE ATTRIBUIBILE A UNA DIFFERENZA DI VEDUTE O DI OPINIONI… È UN DATO INCONFUTABILE!
°°°
Alla seconda domanda mi rispondi con:
“Perché pittura e fumetto sono mondi separati dalla fotografia, non la stanno cambiando. L’intelligenza artificiale invece si, perché oggi entra proprio nel modo in cui le immagini vengono create (ovviamente da chi fa fotografia). Però ribadisco l’ AI non sostituisce la fotografia (questo credo sia chiaro).”
MA LO VEDI CHE MI STAI PRENDENDO PER STUPIDO!
MA LO VEDI CHE STAI SCRIVENDO COSE FALSE!
INDISCUTIBILMENTE FALSE!
INDUBITABILMENTE FALSE!
E hai anche la spudoratezza chi chiamarle “constatazioni di ciò che oggi sta accadendo”?
QUANTE FALSITÀ!
Partiamo dalla più che evidente contraddizione (e palese falsità):
“Perché pittura e fumetto sono mondi separati dalla fotografia, non la stanno cambiando. L’IA invece SI. Però ribadisco l’ AI non sostituisce la fotografia (questo credo sia chiaro”
Non sostituisce la fotografia, ma la sta cambiando? Ma che contraddizioni stai scrivendo?
E oltre le contraddizioni le falsità:
1) Pittura e Fumetto sono mondi separati dalla fotografia? Certo, esattamente come la Sintografia!
Pittura e Fumetto sono comunque sempre nel mondo delle arti visive! Le vuoi considerare separate in quanto diverse, perché utilizzano logiche e tecniche diverse?
Bene, anche la Sintografia, cioè le immagini realizzate con l’intelligenza artificiale generativa è un mondo separato dalla fotografia, ed è realizzata con logiche e tecniche diverse!
E allora? Perché spari Castronerie e Marornalità a vanvera?
2) “Perché Pittura e Fumetto non la stanno cambiando. L’intelligenza artificiale invece si, perché oggi entra proprio nel modo in cui le immagini vengono create (ovviamente da chi fa fotografia)”
Ma che cosa accidenti scrivi?????
L’ intelligenza artificiale generativa per realizzare immagini partendo da dei prompt NON STA AFFATTO CAMBIANDO LA FOTOGRAFIA…la fotografia rimane Fotografia, e chi fa Fotografia continuerà a fare Fotografia, così come la bicicletta è rimasta la bicicletta anche dopo l’invenzione della motocicletta…e hanno continuato a produrre biciclette…e hanno continuato ad andare in bicicletta…(e dire che mi ero già speso a spiegartelo il discorso di bicicletta e motocicletta… parole al vento…).
…quello che è cambiato è qualcuno può scegliere un differente strumento di espressione e di arte, che va considerato e valutato NON in un settore della FOTOGRAFIA, ma in un’arte visiva DIFFERENTE…tu pensi infatti che nel mondiale di motociclismo ci sia anche una categoria dedicata alle biciclette! (La “500”, la “250”, la “125” e la “pedali”?)
Le immagini realizzate con l’ Intelligenza artificiale generativa sono un’Arte a parte, come la Computer Art, e come tutte le altre arti visive…NON STA CAMBIANDO IL MODO IN CUI LE FOTOGRAFIA VIENE CREATA, E QUINDI NON STA CAMBIANDO LA “FOTOGRAFIA”!
La frase che l’ IA sta cambiando il modo in cui le immagini vengono create…
… è PALESEMENTE FALSA! È UNA MARORNALITÀ E UNA FALSITÀ ENORME CHE TU HAI SCRITTO…
… infatti, e anche questo è indubitabile e indiscutibile, NON STA CAMBIANDO il modo in cui “LE” immagini vengono create (con questo “LE” che rappresenta una generalizzazione assurda e ridicola da parte tua)…MA STA AGGIUNGENDO un modo in cui “ALCUNE” immagini vengono create (con questo “ALCUNE” che sottolinea le falsità che scrivi, unito chiaramente al termine “AGGIUNGENDO” al posto di “CAMBIANDO”)… c’è una differenza abissale!
Di conseguenza, smettila di parlare di COSTATAZIONI e di VISIONI e di OPINIONI, quando la realtà dei fatti è diversa!
Non puoi farti i tuoi “film” in testa, che non hanno nemmeno una minima attinenza con la realtà delle cose e poi spacciarli come “questione di opinioni” o “divergenza di visioni”.
Devo dire Leonardo che sono molto deluso dal tuo comportamento, ci sono cose nella fotografia, come nella vita che sono “opinabili”, c’è ne sono altre che non lo sono affatto…
…e il fatto che tu non vuoi nemmeno entrare nel merito di quanto determinate TUE affermazioni sono false (come dimostrato in questo mio commento), scrivendo con enorme saccenza e presunzione “CREDO SIA DAVVERO TUTTO”…la dice lunga di quanto preferisci non ascoltare, non analizzare, non ponderare, e, come abbiamo visto, nemmeno “leggere con attenzione” quello che un povero imbecille (lo scrivente) si è speso in milioni di digit a dettagliarti…vista l’ evidenza ormai più che certa di quanto e quanto e quanto fai FINTA DI NON CAPIRE… perché a questo punto lo capirebbe anche un bambino, e continui a negare l’ evidenza scrivendo cose non vere!
Ma la delusione è solo mia, perché avendoti un po’ conosciuto, mi sembravi una persona diversa, che almeno avesse l’onestà intellettuale di ammettere quando non aveva considerato la cosa in modo corretto, l’onestà intellettuale di non scrivere cose non vere, l’ onestà intellettuale di non negare l’evidenza…e l’onestà intellettuale di non prendere per i fondelli, e per “fesso” chi si è preso del tempo per provare ad approfondire tematiche sulla fotografia con te…
…non so se la delusione sarà anche di altri lettori, non so se hanno capito abbastanza il tipo di persona che sei…
…quello che è certo, è che mi eri sembrato una persona con quella onestà intellettuale… oggi so per certo che…
…mi sei “solo sembrato”.
Walter,
mi dispiace che tu ti sia sentito offeso, ma a questo punto direi di chiuderla qui: il confronto è sceso su un piano personale a cui non intendo aderire.
Anch’io ti consideravo una persona diversa, ma il modo con cui ti stai ponendo ora mi fa capire che mi sbagliavo.
Non è una questione di opinioni, ma di come ci si confronta.
Su una cosa concordo con te: chi leggerà i commenti si farà la propria opinione.
Non è vero che ti dispiace… non avresti fatto finta di non capire (più e più volte), e non avresti scritto cose non vere (più e più volte), come ampiamente dimostrato…
… pertanto non dire che ti dispiace, perché non è vero!
Certamente, chi leggerà si farà la propria opinione…ma non dei fatti (che non sono opinabili)… si farà la propria opinione su questi scritti e sui contenuti in essi espressi, oltre alla propria opinione su chi li ha scritti…
… assolutamente!
‘AI’ rimette al centro del pensiero fotografico la domanda: ‘tu, per chi fotografi’? Se fotografiamo per noi stessi, AI sara’ uno strumento che useremo se e come sara’ funzionale alla nostra crescita e realizzazione attraverso esso. Se fotografiamo per gli altri il discorso cambia perche’ subentra la competizione per un cliente o, assai piu’ problematica, per un click in piu’. Ciao!
Ruggero, grazie per il tuo intervento. Questo è un punto molto interessante.
Probabilmente l’AI obbliga anche a rimettere al centro il senso stesso del creare immagini e il motivo per cui lo facciamo.
Quando entra il discorso del consenso, del mercato o della continua ricerca di attenzione, tutto diventa inevitabilmente più complesso.
Alla fine, credo che la vera differenza continui comunque a farla la consapevolezza con cui si usa uno strumento, qualunque esso sia.
Un saluto!