Il rapporto tra FIAF e AI.

L’intelligenza artificiale è già parte del linguaggio visivo contemporaneo.

Non è qualcosa che sta arrivando.

Non è nemmeno una novità.

È già qui.

E sta entrando, in modo sempre più evidente, anche nei contesti più strutturati della fotografia.

Il rapporto tra FIAF e intelligenza artificiale nella fotografia è oggi un segnale chiaro di questo cambiamento.

Anche realtà come la FIAF hanno iniziato ad aprire a questo tema, introducendo discussioni, progetti e in alcuni casi sezioni dedicate.

Non è un dettaglio.

È un passaggio culturale.

fotografia fine art in bianco e nero minimalista

Fotografia e AI: due linguaggi diversi.

Qui voglio essere molto chiaro.

La fotografia documenta.

L’intelligenza artificiale interpreta.

Sono due linguaggi diversi.

La fotografia nasce da un rapporto diretto con il reale: luce, tempo, presenza.

L’intelligenza artificiale, invece, costruisce immagini a partire da dati, riferimenti e modelli.

Può sembrare una differenza sottile, ma non lo è.

È una differenza strutturale.

Ed è anche per questo che molti fotografi fanno fatica ad accettarla.

E, in parte, è comprensibile.

intelligenza artificiale applicata alla fotografia

Non è solo la FIAF.

La FIAF non è un caso isolato.

Sempre più concorsi, anche a livello internazionale, stanno introducendo categorie dedicate all’intelligenza artificiale o accettando immagini generate in sezioni specifiche.

Questo ci dice una cosa semplice: non si tratta di una moda.

Si tratta di un cambiamento strutturale.

Il rischio: la perdita di valore.

La domanda più scomoda è questa:

se tutti possono generare immagini, allora tutti possono essere fotografi?

Per me, no.

Produrre immagini non significa essere fotografi.

Il punto centrale: l’occhio.

Quello che fa la differenza non è lo strumento.

È l’occhio.

Lo si vede chiaramente anche oggi: le immagini generate con intelligenza artificiale che funzionano davvero, che hanno una direzione, una coerenza, una forza visiva, spesso arrivano da chi ha già una base fotografica solida.

Non è un caso.

Chi ha sviluppato uno sguardo, riesce a usarla come strumento.

Gli altri, semplicemente, generano immagini.

Un parallelo inevitabile: gli smartphone.

Non è la prima volta che succede qualcosa di simile.

Con l’arrivo degli smartphone, la fotografia è diventata accessibile a tutti.

Automatismi, algoritmi, facilità di utilizzo.

Chiunque può scattare una buona immagine.

Ma questo non ha reso tutti fotografi.

Ha solo aumentato il numero di immagini prodotte.

E lo si vede anche da ciò che vediamo sui social:

l’80% delle immagini pubblicate non avrebbe nemmeno senso di esistere, al netto delle immagini in cui si vedano improbabili pseudo modelle che, spogliandosi, attirano sempre l’attenzione del pubblico, soprattutto maschile.

L’unico social dove si può ancora parlare seriamente di certi argomenti è LinkedIn.

Ma questo è un altro discorso, che ho già affrontato e che riprenderò in futuro.

La differenza è rimasta altrove:

nell’occhio

nella tecnica

nell’esperienza

nella capacità di sperimentare

Tecnologia: né bene né male.

C’è un altro punto fondamentale.

La tecnologia non è né giusta né sbagliata.

Va avanti.

Sempre.

Possiamo accettarla oppure no, ma non possiamo fermarla.

La vera questione non è l’intelligenza artificiale in sé.

È come decidiamo di usarla.

Conclusione.

L’intelligenza artificiale non è fotografia.

Ma è ormai parte del linguaggio visivo contemporaneo.

Ignorarla completamente è difficile.

Accettarla senza spirito critico è pericoloso.

Forse la posizione più onesta sta nel mezzo:

capire cosa è, cosa non è, e soprattutto cosa vogliamo farne.

Perché alla fine, anche qui, la differenza non la farà la tecnologia.

La farà chi la usa.

Un abbraccio, Leo

error: Content is protected !!

Scopri di più da L'arte senza tempo di catturare emozioni

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da L'arte senza tempo di catturare emozioni

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere