Hai appena scattato? Non guardare subito la foto.
Con la fotografia digitale ci siamo abituati a verificare immediatamente ogni immagine. Scattiamo, abbassiamo la macchina fotografica, guardiamo il display e poi ricominciamo.
Per chi sta iniziando può sembrare il modo più corretto di fotografare: controllo se l’esposizione è giusta, se il soggetto è a fuoco e se la composizione funziona.
Il problema non è guardare le fotografie. Il problema nasce quando questo controllo diventa un gesto automatico dopo ogni singolo scatto.

Mentre guardi il display, la scena continua.
Quando abbassiamo la macchina fotografica per osservare l’immagine appena realizzata, smettiamo inevitabilmente di prestare attenzione a quello che sta accadendo davanti a noi.
La scena, però, non si ferma.
Una persona può cambiare espressione, compiere un gesto inatteso o attraversare improvvisamente una zona di luce. Un bambino può iniziare a correre, un animale può voltarsi oppure due persone possono avvicinarsi creando per pochi istanti una composizione interessante.
Noi, nel frattempo, stiamo ancora guardando la fotografia precedente.
Questo comportamento viene talvolta definito review reflex: il riflesso di controllare continuamente il display dopo ogni scatto. Un recente articolo di Fstoppers invita proprio a interrompere questa abitudine e a utilizzare la revisione delle immagini in modo più consapevole.
La fotografia migliore potrebbe arrivare subito dopo.
Nella street photography il momento che segue il primo scatto è spesso più interessante di quello che abbiamo appena fotografato.
Una persona inizialmente consapevole della nostra presenza può rilassarsi. Un’espressione costruita può diventare più naturale. Gli elementi della scena possono trovare un equilibrio migliore oppure un soggetto può entrare improvvisamente nell’inquadratura.
Lo stesso accade durante un ritratto.
Molte volte il soggetto cambia atteggiamento subito dopo aver sentito il rumore dell’otturatore. Pensa che la fotografia sia stata realizzata, si rilassa e lascia emergere un’espressione più autentica. Se continuiamo a osservare, possiamo coglierla. Se abbassiamo immediatamente la macchina, probabilmente la perderemo.
Non sempre la prima fotografia è quella giusta. A volte serve soltanto aspettare qualche secondo in più.

Fotografare significa anche restare presenti.
Controllare continuamente le immagini può interrompere il rapporto con ciò che stiamo fotografando.
Quando sono con una persona, per esempio, preferisco mantenere l’attenzione sul soggetto. Abbassare la macchina dopo ogni scatto per osservare il display può spezzare il ritmo della sessione e far percepire una certa insicurezza.
La stessa cosa vale per la fotografia di strada. Se sono concentrato sulla macchina, non sto più osservando la luce, i movimenti e le relazioni che si stanno formando nello spazio.
Fotografare non significa soltanto premere il pulsante di scatto. Significa soprattutto osservare e cercare di intuire ciò che potrebbe accadere un momento dopo.
Il display non è il nemico.
Naturalmente questo non significa che non dobbiamo mai controllare le fotografie.
Il display è uno degli strumenti più utili messi a disposizione dalla fotografia digitale. Permette di verificare l’esposizione, la messa a fuoco, la composizione e il comportamento della luce. Durante un lavoro professionale può essere indispensabile controllare che tutto stia funzionando correttamente.
La differenza è tra un controllo necessario e un controllo automatico.
Se cambia la luce, se modifichiamo le impostazioni, se stiamo lavorando con una profondità di campo molto ridotta o se la fotografia non può essere ripetuta, fermarsi a verificare è assolutamente sensato.
Diverso è controllare dieci immagini quasi identiche una dopo l’altra senza una vera ragione.
Con le moderne fotocamere mirrorless, inoltre, molte informazioni possono essere visualizzate direttamente nel mirino elettronico. Esposizione, istogramma e variazioni della luminosità possono essere controllati ancora prima di scattare, riducendo ulteriormente la necessità di guardare continuamente il display posteriore.
Un esercizio molto semplice: dieci fotografie senza guardare.
La prossima volta che esci a fotografare prova questo esercizio.
Scegli una scena, una persona o una situazione in movimento e realizza dieci fotografie senza controllarne neppure una.
Dopo ogni scatto continua a osservare. Guarda cosa cambia, aspetta, modifica leggermente l’inquadratura e prova ad anticipare il momento successivo.
Soltanto dopo la decima fotografia fermati e riguardale tutte insieme.
Probabilmente scoprirai che non avevi bisogno di controllarle una per una. Potresti anche accorgerti che l’immagine migliore non è la prima, ma una di quelle realizzate subito dopo, quando hai continuato a seguire la scena senza interrompere la concentrazione.
Per rendere l’esercizio ancora più efficace puoi disattivare temporaneamente la revisione automatica delle immagini. La fotografia rimarrà sempre disponibile, ma non apparirà sul display subito dopo lo scatto.

Imparare a fidarsi delle proprie scelte.
Non guardare continuamente il display serve anche ad acquisire maggiore sicurezza.
Ci costringe a prestare più attenzione prima di scattare: osservare la luce, controllare l’inquadratura e scegliere consapevolmente le impostazioni. In questo modo la verifica non avviene soltanto dopo la fotografia, ma soprattutto prima.
All’inizio può sembrare strano. La possibilità di vedere immediatamente il risultato è una delle comodità più importanti del digitale ed è naturale volerla utilizzare.
Ma proprio perché possiamo controllare ogni fotografia non significa che dobbiamo farlo sempre.
Il display dovrebbe aiutarci a fotografare, non distrarci da ciò che abbiamo davanti.
La prossima volta che scatterai una fotografia, prova quindi a non abbassare subito la macchina. Rimani nella scena ancora qualche secondo e continua a guardare.
La fotografia migliore potrebbe non essere quella che hai appena realizzato, ma quella che sta per accadere.
E tu, dopo uno scatto, continui a osservare la scena oppure controlli immediatamente il display?
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Un caro saluto
Leonardo
