In questo articolo vorrei provare ad elencarti le principali differenze tra la Street Photography classica e quella ad alto contrasto.
Premetto che io sono un amante della Street ad alto contrasto.
La Street Photography.
La Street Photography è un genere che cattura momenti spontanei della vita quotidiana nelle aree pubbliche.
Questo genere si concentra sulla documentazione di scene urbane autentiche, di persone e ambienti.
Può includere una varietà di tecniche e stili, ma il suo obiettivo principale è raccontare storie attraverso immagini non posate.


Caratteristiche.
I miei consigli per fare Street Photography:
- Approccio Documentaristico: mira a catturare momenti reali e non costruiti della vita quotidiana.
- Varietà di Condizioni di Luce: utilizza la luce disponibile in modo naturale, sia essa morbida o dura, senza particolare enfasi su un alto contrasto.
- Colori Naturali: la Street Photography può essere sia a colori che in bianco e nero, ma cerca di mantenere un aspetto naturale e realistico della scena.
- Emozioni e Storie: concentrati sulle emozioni delle persone e sulle storie che emergono dalla vita quotidiana.
La Street Photography ad Alto Contrasto.
La Street Photography ad alto contrasto è un altro tipo di fotografia di strada che enfatizza forti differenze tra luci e ombre.
Questo stile crea immagini drammatiche e visivamente potenti ed entrano in gioco la tua visione e il tuo stile.


Caratteristiche.
- Contrasti Netti: utilizza differenze marcate tra luci e ombre per creare un impatto visivo immediato esponendo sulla luce.
- Luce Direzionale: sfrutta luce naturale intensa, come la luce del sole diretta, per creare ombre profonde e luci brillanti.
- Composizione Minimalista: riduci gli elementi di distrazione, focalizzandosi su forme, linee e geometrie.
- Effetto Drammatico: sappi che le immagini risulteranno più intense ed emotive grazie ai forti contrasti.
- Prevalenza del Bianco e Nero: infine ricordati che, sebbene questa tecnica possa essere utilizzata anche a colori, è consigliabile pensare e produrre in bianco e nero per esaltare ulteriormente il contrasto.
Differenze Chiave.
Approccio alla Luce:
- Street Photography: Utilizza qualsiasi condizione di luce disponibile, cercando di catturare l’atmosfera naturale della scena.
- Street ad Alto Contrasto: Dipende da una luce forte e direzionale per creare ombre profonde e luci intense.
Composizione:
- Street Photography: Può includere molteplici elementi e dettagli nella scena, con una composizione più complessa e ricca.
- Street ad Alto Contrasto: Preferisce composizioni più minimaliste, con un’enfasi su forme e geometrie nette.
Emozione e Tensione:
- Street Photography: Si concentra sulle emozioni e sulle interazioni delle persone, raccontando storie attraverso immagini più narrative.
- Street ad Alto Contrasto: Aggiunge un elemento di dramma e tensione visiva, spesso creando un impatto più immediato e potente.
Tecnica:
- Street Photography: Può essere meno dipendente dalla post-produzione, con un approccio più “purista” alla fotografia.
- Street ad Alto Contrasto: Spesso richiede un lavoro significativo in post-produzione per accentuare i contrasti e ottenere l’effetto desiderato.
Conclusione
Entrambi gli stili di fotografia street hanno il loro fascino unico e possono raccontare storie urbane in modi diversi.
La fotografia street cattura l’essenza della vita quotidiana con un approccio più documentaristico e naturale.
La fotografia street ad alto contrasto enfatizza il dramma e la tensione visiva attraverso forti contrasti di luce e ombra.
La scelta tra i due dipende dall’interpretazione artistica e dal messaggio che il fotografo desidera trasmettere.
Una domanda per te …
E tu, a quale street preferisci e quali sono state le tue esperienze?
Ti ricordo che …
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Un abbraccio,
Leonardo

però la Street Photography non è il fotografare a caso gente che cammina per strada, che fa qualcosa o forse non fa proprio niente (esempio: le prime due foto di questo articolo):
p.s.: è un mio personalissimo parere.
Sì certo, hai ragione. In realtà io non ho tante foto street perché non mi fa impazzire (forse perché non riesco a cogliere l’attimo e non ho ancora abbastanza cultura. Devo imparare. Motivo per cui ti seguo anch’io). Mi dedico all’alto contrasto. Questo non solo nella street. Anche i miei ritratti sono molto drammaticamente contrastati con tante ombre. Grazie per il tuo Intervento che apprezzo molto.
“…forse perché non riesco a cogliere l’attimo…” fatti un giro a Napoli 😁
l’Alto Contrasto, come l’hai descritto, può supplire alla eventuale mancanza della documentazione; e d’altronde è l’immagine, il risultato, che comanda (al di là della categorizzazione)
A Napoli ci sono oggi e domani quelli di F4 (Tullio progetto Noah, Effe4 Photography e the Street over) dei veri guru di street classica.
Hanno questo progetto di girare l’Italia con gli street-photographer del posto (tutto gratuito credo) e questo weekend sono a Napoli.
Per quanto riguarda me, documentare mi interessa il giusto.
Seguo più il filone Schaller, Selaru, Fearnley (solo per citarne alcuni 😉)
Mah…direi che non solo ha ragione il lettore “55attimi” sulle fotografie che non hanno nulla e che non sono “Street Photography”, ma c’è da precisare soprattutto che questa distinzione tra Street Photography e Street Photography ad alto contrasto non ha alcun senso.
1) Esiste solo la Street Photography, l’ipotetica “altra street” ad alto contrasto è solo un’invenzione di chi non riesce ad arrivare alla Street Photography.
2) Le immagini con forte contrasto tra luci ed ombre erano una variante messa in pista diversi e diversi decenni fa da due o tre grandi autori (ma si basava comunque su un contenuto che andava a completare la fotografia), e che negli ultimi 10/15 anni è diventato un “giochino” e una “moda” che nel 99% dei casi non dice niente di interessante…resta un’ estetica trita e ritrita assolutamente priva di contenuto.
3) La Street Photography (per essere definita tale), per sua caratteristica e peculiarità intrinseca, deve avere sempre e comunque un “contenuto narrativo” e/o comunque una correlazione e/o comunque un aneddoto che in nessuna di queste quattro immagini esiste.
Il fatto poi di definire “Effe4” vero guro di street classica, spiega bene il perché hai scritto queste cose con queste immagini.
Saluti
Tommaso
Tommaso grazie infinite innanzitutto per il tempo dedicato a questa risposta davvero esaustiva.
Che dire?
Sono punti di vista ed io apprezzo qualsiasi esso sia perché motivo di riflessione.
Giusto o non giusto ognuno è assolutamente libero di esprimere il proprio parere e come già detto ciò che hai scritto lo trovo un ottimo spunto.
Quindi grazie di nuovo.
Saluti
Leonardo
No. Non proprio.
Non sono “punti di vista”, fotografie che non hanno contenuto narrativo, né correlazioni, né anaddoti ecc. NON arrivano ad essere “Street Photography”, magari si fermano al ritratto ambientato, o al reportage urbano ecc. ma non sono “Street”.
Altrimenti basterebbe scattare a caso per la strada e qualsiasi cosa potrebbe essere definita street, e non è assolutamente così.
Anche in queste tue due immagini contrastate è evidente: non basta chiudere le ombre con canali di luce o chiazze di luce dove viene posizionato un passante; l’immagine nel 99% dei casi rimane “vuota” e non dice granché.
Provate ad arrivarci alla Street Photography, è difficile, complesso ma non certamente impossibile.
Se posso azzardare un consiglio, riportando qui quello che uno street photographer interessante da sempre nei suoi commenti:
“Provate a partire dalla “vita” e non dall’ immagine finale che avete in mente (specialmente se non deriva da un’ espressione di vita interessante, ma da effetti “stereotipati”), provate a sincronizzarvi, con la vita, a “sentirla”, a “viverla” con un’intensità diversa, fino ad arrivare ad anticiparla.
Alla fine qualcosa si rivelerà…e, dal caos si riuscirà a vedere espressioni e valori, e si avrà colto un momento davvero significativo dall’ apparente banalità del quotidiano. (Cit. di Walter).
Comunque complimenti per la risposta che hai inviato al mio primo messaggio, denota il carattere di una persona che sta imparando e che almeno non risponde con saccenza e presunzione come fanno tanti altri.
Saluti
Tommaso
👍
Grazie per il tuo commento!
E’ evidente che hai una visione chiara e approfondita di cosa sia la Street Photography.
Tuttavia, mi permetto di aggiungere una riflessione: sebbene sia vero che la Street Photography richieda contenuto narrativo e connessione con la vita quotidiana, non penso sia giusto ridurre alcune immagini a “vuote” solo perché non rientrano nel tuo personale criterio (non credo tu voglia far passare il msg che “ciò che dico è legge”, giusto?).
Ogni fotografo vive e interpreta la strada in modo diverso.
Penso sia lecito? O no?
È vero, scattare “a caso” non produce necessariamente buone fotografie, ma anche un’immagine apparentemente semplice può avere un suo significato, magari meno evidente, ma comunque valido per chi la osserva.
È possibile? O no?
Anche la frase “non basta chiudere le ombre con canali di luce” è interessante, ma riduttiva.
Forse il punto è capire come quelle ombre e luci si inseriscano in un racconto più ampio, e questo non è sempre immediato né evidente.
Il consiglio di partire dalla vita è molto valido e sono d’accordo con te sul fatto che vivere la strada e sentirla profondamente siano passaggi essenziali per creare qualcosa di significativo. Però, anche le fotografie che nascono da un’estetica forte o da una ricerca visiva più formale possono avere valore, se non altro come espressione di uno stile personale.
Non trovi?
Insomma, credo che le definizioni troppo rigide possano limitare il dialogo.
A volte è proprio nell’intersezione tra i generi che nasce qualcosa di nuovo e stimolante.
Spero che altri leggano questo scambio di opinioni e condividano anche il loro punto di vista.
Ricorda, non è una gara su chi ha ragione, ma uno scambio di opinioni.
Detto questo, ti auguro una buona continuazione 😉
Assolutamente Leonardo,
non mi permetterei mai nemmeno di pensarlo che “ciò che uno dice sia legge”.
Quello non vale per nessuno e non c’è nessuno che ha il diritto di parlare universalmente.
Vorrei avere l’esperienza nel settore e la proprietà di linguaggio di Walter per spiegare meglio quello che intendo (però ci provo lo stesso).
È difficilissimo definire cosa sia la Street Photography, è molto più semplice provare a spiegare di volta in volta cosa non lo sia; perché, parliamoci chiaro, io non credo affatto che tutto sia street, che qualsiasi cosa sia street, proprio no.
Per esempio, quando tu scrivi: “…anche un’immagine apparentemente senplice può avere un suo significato, magari meno evidente, ma comunque valida per chi osserva “.
Io ti rispondo, ma certo, assolutamente, ma non tutto quello che molti intendono Street Photography (perché la vedono chiamare così nel marasma dei social) è poi effettivamente street, magari quell’immagine” “apparentemente semplice” è un bellissimo ritratto (e non appartiene alla street ma alla ritrattistica), o magari è una semplice immagine che ritrae l’ uomo in un’interessante estetica urbana (e anche in questo caso non appartiene alla Street Photography ma alla foto di architettura o al reportage urbano). E così via.
Anche sulla frase “non basta chiudere le ombre con canali di luce”, che tu trovi interessante ma riduttiva, io ti invito a ripensarci; non te l’ho scritta per dar fastidio a uno che predilige la “tecnica” di luci ed ombre, assolutamente!
Te l’ho scritto per provare a farti meditare sul fatto che se provi a valorizzare maggiormente il soggetto (la sua storia, la sua interazione con la scena, i suoi aneddoti con la vita, negli infiniti contesti che la vita gli offre), e non ti fermi soltanto nel “congelare” un soggetto scuro, in un campo chiaro, a sua volta avvolto in “pressanti” ombre scure, se provi a valorizzare di piu il soggetto, potresti scoprire che i tuoi scatti di street sanno andare “oltre” una tematica che, per quanto interessante e accattivante da un punto di vista estetico, rimane spesso (parlo in percentuale su tutto quello che si vede nei social) un po’ troppo “monotematica”.
Non credo quindi che quella frase sia “riduttiva” (anche se, lo confermo, non voglio assolutamente apparire come chi ha la verità in tasca), vorrei invece che quella frase debba essere interpretata come un invito a non fermarsi lì, a non fare diventare “riduttiva” la propria fotografia, a cercare di “aprire” la propria “visione” verso una street che contempla, se vuoi, anche quei momenti in cui ti ritrovi in quelle chiazze di luce con le ombre fortemente chiuse, ma che contempla anche la vita “tutta”, in tutti i suoi aspetti, che che purtroppo in molti, spesso condizionati da una visione (e/o una tecnica) “monotematica”, non arrivano a vedere.
Sono infine d’accordo con te che non è una gara a chi ha ragione, io ti ho scritto le mie impressioni e qualche mio consiglio, tu fanne quello che vuoi; non tutto però è riconducibile a un’opinione, altrimenti anche lo “Still Life” potrebbe definirsi street, anche i collage fotografici, anche le opere di Computer grafica, e anche le opere create dall’ intelligenza artificiale…e non è così, non tutto è Street Photography.
Grazie per questa utile precisazione.
Trovo il tuo punto di vista molto stimolante e ben argomentato. Hai ragione nel dire che la Street Photography sia un genere difficile da definire con precisione, e forse è proprio questa complessità a renderlo così affascinante.
Concordo anche sul fatto che non tutto possa essere etichettato come street solo perché rientra in un’estetica urbana o in un contesto umano. Spesso c’è una confusione tra generi, alimentata dalla superficialità con cui i social media tendono a categorizzare le immagini. Penso che questa riflessione sia fondamentale per chiunque voglia approfondire davvero il genere.
Per quanto riguarda la tecnica delle luci e ombre che hai citato, apprezzo molto il tuo invito a non fermarsi lì. È vero che una fotografia può guadagnare una profondità diversa quando ci si concentra sulla storia, sull’interazione tra soggetto e contesto, e su quelle sfumature narrative che rendono un’immagine davvero indimenticabile.
Tuttavia, credo anche che ogni fotografo abbia un proprio percorso, una propria cifra stilistica che evolve nel tempo. A volte è proprio attraverso una fase “monotematica” che si sviluppa una visione più ampia e complessa. Quindi, se da un lato il tuo consiglio è prezioso, dall’altro penso che non ci sia nulla di male nell’esplorare a fondo una tematica, purché questo percorso porti a una crescita.
In definitiva, quello che trovo più importante è il dialogo e la condivisione di opinioni, come stiamo facendo ora. È proprio da scambi come questo che nascono nuove ispirazioni e idee. Grazie ancora per il tuo intervento, lo terrò sicuramente a mente nelle mie riflessioni.